La comunicazione pubblica tra globalizzazione e nuovi media

febbraio 9, 2009

La social network analysis (SNA), ovvero analisi dei reticoli sociali (a volte detta anche network theory, teoria della rete), è un ramo della network analysis. Si tratta di una recente metodologia di analisi delle relazioni sociali j04393591sviluppatasi a partire dai contributi di Jacob Levi Moreno, il fondatore della sociometria, scienza che analizza le relazioni interpersonali.

La SNA trova ora applicazione in diverse scienze sociali, come la sociologia, l’antropologia, la psicologia e l’economia, ed è stata utilmente impiegata nello studio di diversi fenomeni, come il commercio internazionale, la diffusione dell’informazione e lo studio delle istituzioni.

La SNA ha trovato inoltre di recente diverse applicazioni in campo fisico, biochimico, genetico e della computer science, pur mantenendo convenzionalmente l’appellativo “social”, a ricordo della sua origine. L’analisi dell’uso del termine “SNA” nella letteratura scientifica mostra negli ultimi cinque anni una crescita esponenziale del ricorso a questa modalità di rappresentazione computabile dei fenomeni complessi ed interdipendenti.[senza fonte]

Nella teoria delle reti sociali (social network theory) la società è vista e studiata come rete di relazioni, più o meno estese e strutturate. Il presupposto fondante è che ogni individuo (o attore) si relaziona con gli altri e questa sua interazione plasma e modifica il comportamento di entrambi. Lo scopo principale dell’analisi di network è appunto quello di individuare e analizzare tali legami (ties) tra gli individui (nodes). Diverse classi di misure sono disponibili in letteratura, rivolte fra l’altro all’esame delle proprietà di rete nel loro complesso (coesione, centralità, …), alla ricerca di sottoreti specifiche (gruppi, egonet) ed alla ricerca di simiglianze fra reti (equivalenza strutturale, automorfica e regolare).

Nel suo sviluppo la SNA ha fatto ampio uso di temi, concetti e strumenti di una branca della matematica nota come teoria dei grafi. Il suo sviluppo in parte autonomo ha tuttavia portato a volte all’utilizzo di una terminologia indipendente. Così, capita spesso che, leggendo manuali di network analysis, ci si riferisca a concetti propri della teoria dei grafi con termini diversi. Laddove possibile, sarebbe comunque buona norma riunificare la terminologia, e sforzi in tal senso cominciano ad essere fatti.

La SNA fa anche ampio uso dell’algebra lineare e della statistica, discostandosi peraltro dagli approcci tradizionali nella concezione stessa del campo di osservazione.
L’analisi delle reti sociali è un settore particolarmente fertile della sociologia contemporanea che si differenzia dalla ricerca sociale mainstream per l’attenzione posta sull’influenza della relazione sociale sul comportamento collettivo. L’approccio della Social Network Analysis è basato sul concetto intuitivo che il pattern dei legami sociali nei quali gli attori sono inseriti abbia per questi conseguenze determinanti. Il tentativo è quello di scoprire schemi riconducibili a strutture relazionali, di determinare le condizioni di origine e di rilevarne le conseguenze per l’azione. Da questa prospettiva, la struttura sociale è assunta come un modello persistente di relazioni fra posizioni sociali Laumann e Pappi e si configura attraverso networks ovvero insieme di nodi (o membri del sistema sociale) e come insieme di legami che indicano le loro interconnessioni Wellman e Berkowitz. Riprendendo la metafora simmelliana di cerchie sociali Georg Simmel possiamo dire che la SNA vede gli attori muoversi tra spazi sociali generati dall’intersecazione dei diversi ambiti relazionali in ognuno dei quali il soggetto gioca ruoli sociali differenziati e assume posizioni diverse. E’ lo stesso Simmel (1890) ad affermare: “Anche nel caso della conoscenza, quindi, non si può cominciare, poniamo, con il concetto di società, dalla cui determinatezza deriverebbero le relazioni e le interazioni delle componenti: sono invece queste che devono essere accertate, e la società è solo il nome con cui si designa la somma di queste interazioni, un nome che è utilizzabile solo nella misura in cui siano state accertate e stabilite”. Assumendo come unità di analisi e di osservazione la relazione sociale, la SNA mira ad elicitare la trama, la struttura concreta, formale e informale, delle interconnessioni sociali senza assolutizzare il ruolo della logica posizionale o dell’attributo ai fini della spiegazione e della comprensione del comportamento sociale; per l’analisi strutturale, cioè, nessuna variabile e nessuna posizione sociale è determinante in senso assoluto ma solo in relazione alla geometria di una o più reti in cui il soggetto si posiziona diversamente a seconda della situazione. Le dimensioni ascrittive ed unilineari di allocazione dei soggetti nella società diventano residuali e l’attore si gioca la sua azione “tra le reti sociali”; ciò gli consente di recuperare un comportamento strategico benché entro i vincoli della rete stessa. La SNA ha introduce, dunque, una diversa rappresentazione sociale e sociologica cercando di coniugare approcci teorici e strumentario tecnico.

Secondo Freeman (2004), prima che avesse origine la moderna analisi delle reti sociali, gli scienziati sociali già ragionavano in termini di rete per condurre ricerche strutturali sui fenomeni sociali; i contributi iniziali non si limitavano ad idee intuitive ma andavano verso la raccolta sistematica dei dati strutturali. Taluni chiarirono e diffusero l’intuizione strutturale di base, altri rilevarono dati nella forma “attore per attore”, altri ancora svilupparono le procedure per costruire le rappresentazioni grafiche dei legami e, infine, taluni altri ancora lavorarono sul calcolo relazionale connotando le reti attraverso le proprietà algebriche degli schemi sociali. Fra tutti George Simmel il quale ha dichiarato (1908, trad. it. 1998, p. 23): “la società esiste dove un certo numero di individui interagiscono tra di loro”. Da questa matrice originaria prende forma e si orienta tutta l’impostazione della SNA contemporanea i cui maggiori esponenti, Stanley Wasserman e Katherine Faust, danno vita nel 1994 al primo “abecedario” di rete: Social Network Analysis Methods and Applications. Da questo momento ad oggi la prospettiva di rete si amplifica notevolmente, ancorando ricerche ed analisi a quattro direttrici imprescindibili:

1. Gli attori e le loro azioni sono considerati unità interdipendenti, piuttosto che indipendenti o unità autonome;
2. I legami relazionali (linkages) tra gli attori sono canali per il trasferimento o il flusso di risorse (sia materiali che non);
3. I modelli di rete sono considerati ambienti strutturali che forniscono opportunità oppure vincoli per l’azione individuale;
4. La struttura (sociale, economica, politica…) è concettualizzata in termini di modelli durevoli di relazione tra attori sociali


La comunicazione pubblica tra globalizzazione e nuovi media

febbraio 9, 2009

42-17182418La comunicazione pubblica, intesa come disciplina dotata di un proprio statuto teorico e concettuale, è un ambito di studi piuttosto recente. La richiesta di comunicare di più e meglio su temi pubblici o di interesse generale è cresciuta molto rapidamente negli ultimi anni, senza permettere però quella sedimentazione di idee e di percorsi critico-metodologici che ha contraddistinto altri settori delle scienze della comunicazione. L’opinione pubblica è diventata molto attenta ai temi dell’innovazione istituzionale e della qualificazione dei servizi pubblici. Si moltiplicano negli ultimi tempi le ricerche e le analisi, ma a volte si smarriscono i significati più autentici del concetto di “pubblico” e si perdono i collegamenti con i grandi temi delle scienze sociali e della filosofia politica.

Esiste lo spazio per una riflessione teoricamente fondata sulla comunicazione pubblica? Possiamo rintracciare, oggi, metodologie appropriate per esaminare e valutare le mutevoli e complesse forme che assumono i contenuti e i messaggi “pubblicamente orientati” nella società dell’informazione?

Tikkun Fenix colloca la comunicazione pubblica nell’ambito dell’analisi sociologica; delineando i contorni di una vera e propria sociologia della comunicazione pubblica e, proprio per questo, mette in collegamento i temi della comunicazione “di pubblico interesse” con concetti e categorie che fortemente appartengono alla storia del pensiero sociologico.

Tikkun Fenix propone inoltre progetti, metodologie e strumenti per la comunicazione pubblica frutto delle molteplici innovazioni che hanno attraversato questo settore e il contesto sociale di riferimento, facendone una lettura utilissima per tutti gli interessati che desiderano approfondire con strumenti scientifici i nodi concettuali della comunicazione pubblica e per gli operatori e i tecnici della comunicazione che sempre più numerosi lavorano nei servizi pubblici o nelle organizzazioni del terzo settore.


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